Non sono cose che ci riguardano.

Corruzione e tangenti

Un altro ordigno sta per esplodere (sarebbe bene dire implodere) sulla scena italiana. Chiamatela tangentopoli, ricattopoli, mafiopoli (o anche mignottopoli), come vi pare. Sta di fatto che il minimo comune denominatore di queste vicende si chiama “CORRUZIONE”. Da che ho memoria, ricordo l’inchiesta “Mani Pulite”, ricordo i vari scandali bancari, omicidii eccellenti, insabbiamenti giudiziari e diffamazioni pilotate, per infangare le persone scomode.

Oggi ancora non ha un nome ufficiale (per quello ci penseranno i media), ma è chiaro che sta per succedere ancora. Sono tanti filoni di inchiesta. Parlando di cose recenti si può partire dalle inchieste sugli appalti del G8 (ieri) per arrivare agli affitti a basso costo del Pio Albergo Trivulzio di Milano, l’istituto per anziani Brignole di Genova e, notizia fresca fresca, l’indagine di Napoli condotta dai pm della Procura di Napoli, Francesco Curcio e Henry John Woodcock.

Nel frattempo noi italiani aspettiamo i risultati (senza indignarci, non sia mai) sguazzando nell’indifferenza più totale, tanto, non sono cose che ci riguardano.

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